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Scordia - Dopo il 26 gennaio a Scordia… alcune riflessioni
Il corteo svoltosi il 26 scorso a Scordia ha dimostrato, nonostante la quasi contemporaneità con la manifestazione a Palermo per le dimissioni di Cuffaro, che il movimento contro la guerra non si è estinto; certo se facessimo il paragone con le oceaniche manifestazioni a Comiso negli anni ’80, con quelle contro la prima guerra nel Golfo ed i 15000 manifestanti a Sigonella il 20/3 , 5 anni fa, vedremmo quanta ne è passata di acqua sotto i ponti.
Desidero far presente che si è aggiunta negli ultimi anni una variante che ha pesantemente disorientato il cosiddetto popolo della pace: la progressiva diserzione dal movimento della quasi totalità dei “gruppi dirigenti”. Le scellerate politiche militariste del defunto governo Prodi e la “responsabile” complicità della cosiddetta sinistra alternativa hanno dilapidato un prezioso patrimonio di esperienze, speranze ed energie, che si era espresso dal 2001 in poi.
In questi anni lo “zoccolo duro” del movimento ha resistito con più che dignitose mobilitazioni, garantendo così un minimo di continuità anche della memoria storica di precedenti cicli di lotta, che si sono poi “innestati” nell’espressione di nuovi movimenti (No Dal Molin, 9 giugno a Roma, Legge Nobasi…).
In Sicilia a partire dalla controinformazione su Sigonella e dalla vicenda Xirumi-Scordia abbiamo tentato di contaminare le esperienze più significative a livello nazionale nel contesto locale per stimolare la partecipazione ed il protagonismo delle comunità limitrofe alla base della morte .
Durante le riunioni preparatorie del 26/1 a Scordia ci siamo sobbarcati defatiganti discussioni per tenere insieme tutti/e, alcuni poi non hanno partecipato al corteo; ma adesso alcuni nodi vengono inevitabilmente al pettine. Il movimento contro la guerra andrebbe resuscitato per sostenere l’opposizione parlamentare al rifinanziamento delle missioni (ora) di guerra,quelle stesse missioni che sarebbero state di “pace” quando i sinistri erano nel governo riarmista di Prodi, procurando così un devastante disorientamento nella propria base sociale . Ma se Marini fosse riuscito a formare un governo gli stessi sinistri arcobaleno sarebbero ritornati a sostenere il rifinanziamento delle missioni, stavolta, di pace? Il nodo di fondo è quello dell’autonomia e dell’indipendenza politica dei movimenti e se qualcuno s’illude di truccare le regole ne dovrà pagare i prezzi in termini di credibilità e le prossime tornate elettorali ne saranno un primo banco di prova.
Per tornare in Sicilia ed alla questione Sigonella penso che vada moltiplicato lo sforzo fatto a Scordia rilanciando la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella e la sua riconversione in aeroporto civile internazionale, con nuove iniziative di controinformazione e non solo, nei paesi limitrofi alla base, soprattutto nel calatino e fra Lentini ed Augusta.
Sulla vicenda Xirumi da molti mesi è calato il silenzio ( anche grazie alla latitanza/collusione dei sindacati concertativi e delle giunte locali), come pure sul ruolo quotidiano di morte di Sigonella, ora finalmente di dominio pubblico, grazie anche alle ultime video-inchieste di Rainews24 che hanno dato un’esauriente conferma di ciò che da anni denunciamo
(http://www.rainews2 4.it/ran24/ rainews24_2007/inchieste/ 22112007_ sigonella/ default.asp
http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/lentini_17012008/).
L’installazione del centro di comunicazione satellitare MUOS nella base dovrebbe essere oggetto di una capillare campagna d’informazione e di mobilitazione di massa, la sua entrata in funzione costituirebbe un pericolo molto superiore alla tragedia dell’aereo Usa schiantatosi nel luglio ’84 nei pressi di Lentini.
Le preziose esperienze No Dal Molin a Vicenza, del Patto del Mutuo Soccorso , del Patto permanente contro la guerra e dei promotori della legge Nobasi andrebbero coniugate nei nostri territori per costruire strutture permanenti di resistenza popolare alle politiche di morte e di devastazione ambientale in stretto rapporto a nuove esperienze locali sorte a difesa dei beni comuni (NoInc, NoTriv…). I prossimi mesi saranno decisivi per riprendere nelle mani il nostro futuro.
2008-02-17
Alfonso Di Stefano (Attac Catania)
Milano - Per i diritti dei bambini e delle bambine girotondo intorno al Comune di Milano - video
il 26 gennaio 2008 le associazione e i movimenti anti-liberisti che aderiscono al Forum Sociale Mondiale organizzano una catena umana intorno aPalazzo Marino contro l'ordinanza del Comune che nega l'iscrizione dei figli di stranieri senza permesso di soggiorno alle scuole materne e in difesa della Convenzione Onu sui diritti dei bambini
Video: http://www.wsftv.net/Members/ReteScuole/videos/girotondo.mov/view
2008/01/26
http://www.wsftv.net/Members/ReteScuole/videos/girotondo.mov/view
Scordia - 26 gennaio contro la guerra per smilitarizzare la Sicilia

Manifestazione a Scordia (paese limitrofo alla base di Sigonella) contro la guerra e per la smilitarizzazione della Sicilia
+ fotos: http://italia.attac.org/spip/article.php3?id_article=2008
2008/01/27
http://italia.attac.org/spip/article.php3?id_article=2008
Sicilia - Dopo il 26 gennaio a Scordia… alcune riflessioni
Il corteo svoltosi il 26 scorso a Scordia ha dimostrato, nonostante la quasi contemporaneità con la manifestazione a Palermo per le dimissioni di Cuffaro, che il movimento contro la guerra non si è estinto; certo se facessimo il paragone con le oceaniche manifestazioni a Comiso negli anni ’80, con quelle contro la prima guerra nel Golfo ed i 15000 manifestanti a Sigonella il 20/3 , 5 anni fa, vedremmo quanta ne è passata di acqua sotto i ponti.
Desidero far presente che si è aggiunta negli ultimi anni una variante che ha pesantemente disorientato il cosiddetto popolo della pace: la progressiva diserzione dal movimento della quasi totalità dei “gruppi dirigenti”. Le scellerate politiche militariste del defunto governo Prodi e la “responsabile” complicità della cosiddetta sinistra alternativa hanno dilapidato un prezioso patrimonio di esperienze, speranze ed energie, che si era espresso dal 2001 in poi.
In questi anni lo “zoccolo duro” del movimento ha resistito con più che dignitose mobilitazioni, garantendo così un minimo di continuità anche della memoria storica di precedenti cicli di lotta, che si sono poi “innestati” nell’espressione di nuovi movimenti (No Dal Molin, 9 giugno a Roma, Legge Nobasi…).
In Sicilia a partire dalla controinformazione su Sigonella e dalla vicenda Xirumi-Scordia abbiamo tentato di contaminare le esperienze più significative a livello nazionale nel contesto locale per stimolare la partecipazione ed il protagonismo delle comunità limitrofe alla base della morte .
Durante le riunioni preparatorie del 26/1 a Scordia ci siamo sobbarcati defatiganti discussioni per tenere insieme tutti/e, alcuni poi non hanno partecipato al corteo; ma adesso alcuni nodi vengono inevitabilmente al pettine. Il movimento contro la guerra andrebbe resuscitato per sostenere l’opposizione parlamentare al rifinanziamento delle missioni (ora) di guerra,quelle stesse missioni che sarebbero state di “pace” quando i sinistri erano nel governo riarmista di Prodi, procurando così un devastante disorientamento nella propria base sociale . Ma se Marini fosse riuscito a formare un governo gli stessi sinistri arcobaleno sarebbero ritornati a sostenere il rifinanziamento delle missioni, stavolta, di pace? Il nodo di fondo è quello dell’autonomia e dell’indipendenza politica dei movimenti e se qualcuno s’illude di truccare le regole ne dovrà pagare i prezzi in termini di credibilità e le prossime tornate elettorali ne saranno un primo banco di prova.
Per tornare in Sicilia ed alla questione Sigonella penso che vada moltiplicato lo sforzo fatto a Scordia rilanciando la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella e la sua riconversione in aeroporto civile internazionale, con nuove iniziative di controinformazione e non solo, nei paesi limitrofi alla base, soprattutto nel calatino e fra Lentini ed Augusta.
Sulla vicenda Xirumi da molti mesi è calato il silenzio ( anche grazie alla latitanza/collusione dei sindacati concertativi e delle giunte locali), come pure sul ruolo quotidiano di morte di Sigonella, ora finalmente di dominio pubblico, grazie anche alle ultime video-inchieste di Rainews24 che hanno dato un’esauriente conferma di ciò che da anni denunciamo
(http://www.rainews2 4.it/ran24/ rainews24_2007/inchieste/ 22112007_ sigonella/ default.asp
http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/lentini_17012008/).
L’installazione del centro di comunicazione satellitare MUOS nella base dovrebbe essere oggetto di una capillare campagna d’informazione e di mobilitazione di massa, la sua entrata in funzione costituirebbe un pericolo molto superiore alla tragedia dell’aereo Usa schiantatosi nel luglio ’84 nei pressi di Lentini.
Le preziose esperienze No Dal Molin a Vicenza, del Patto del Mutuo Soccorso , del Patto permanente contro la guerra e dei promotori della legge Nobasi andrebbero coniugate nei nostri territori per costruire strutture permanenti di resistenza popolare alle politiche di morte e di devastazione ambientale in stretto rapporto a nuove esperienze locali sorte a difesa dei beni comuni (NoInc, NoTriv…). I prossimi mesi saranno decisivi per riprendere nelle mani il nostro futuro.
2008/02/17 / Alfonso Di Stefano (Attac Catania)
Catania - Officina Culturale
“Il futuro nella memoria. Immagini e parole contro l’eterna corruzione del potere”, è il titolo dell’iniziativa promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo ARCI – UCCA) in occasione del Global Day of Action e della Giornata della Memoria. L’iniziativa si è svolta presso la libreria “Gramigna” il 28 gennaio 2008, alle ore 20.
Nel corso della serata è stato proiettato il film “La strada di Levi”, di Davide Ferrario e Marco Belpoliti, e sono state proposte letture scelte tratte da Susan Sontag, Hannah Arendt e Primo Levi.
Sulle orme di quest’ultimo, il road movie ha permesso agli spettatori di ripercorrere sessant’anni più tardi l’itinerario tracciato ne La Tregua, offrendo loro l’occasione di compiere un viaggio sorprendente e commovente attraverso la storia e la geo-politica.
L’interesse dei partecipanti, poi coinvolti anche dalle letture proposte, si è espresso a conclusione della serata in un fertile dibattito sulla condizione odierna dell’occidente, sollecitando numerose riflessioni critiche e intensi contributi di carattere personale.
2008/02/01 / South Media
World Social Forum 2008: Intervista a Michele Papagna
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=9006
2008/01/26 / Arcoiris.tv / http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=9006
A great mobilization against the war and its instruments
On the 26th January , in the framework of the Global day of Action promoted by the Wsf, the structures of the “Patto permanente contro la Guerra” (a national Alliance against the war with organisations and networks such COBAS, Action, Global meeting network, Pcl, RdB, Rete dei Comunisti, Rete Disarmiamoli, Rete Semprecontrolaguerra,Sinistra Critica; and several local networks) organised a Day of action against war and its instruments; against Prodi government war policy; for the withdrawal of our troops from all the war fronts; for the closure of all military bases and against the construction of new ones (starting from Vicenza); for a drastic reduction of military spending and for the increase of social spending ; for the reconvertion of weapons industry and abandoned barracks; for the repeal of the agreement for F35 and against the endorsement of USA
missile schield; against Italy-Israel military agreement and against embargo toward Palestine. All in all, we had about 10.000 PEOPLE IN THE STREETS OF 12 ITALIAN CITIES.
ROMA: Sit- in in front of the Ministry of Defence; sit- in in front of the USA Embassy
FIRENZE: demonstration against war and in support for the 13 no war militants accused of aggravated assault while they were
protesting against war in Jugoslavia during a demonstration in the 1999. (they have been sentenced to 7 years of prison)
GHEDI ( BRESCIA): In front of the military base a demonstration in favour of the objectives of the “Patto permanente contro la guerra”
and against the presence of atomic bombs.
SCORDIA (CATANIA): demonstration and public Assembly against the widening of the military base in Sigonella and for its dismantling.
GENOVA: : sit -in for the objectives of the “Patto permanente contro la Guerra”
BOLOGNA: Sit- in front of the company “Consorzio Cooperative Costruzioni”, one of the companies that has a contract for the
building of the new military base “Dal Molin” in Vicenza.
MILANO : Sit-in , information and video projection against war, promoted by the local Network against war
TORINO: sit- in in front of Alenia, the most important italian weapon’s factory, against war industry promoted by the local network against F 35 bombers
VICENZA: sit-in in front of the quarters of USA and Nato soldiersagainst the contruction of the new military base Dal Molin
BARI, TARANTO, LECCE : sit-in against the war, for the withdrawal of all Italian troops from all the war fronts
In solidarity,
Piero Bernocchi Confederazione COBAS Italy
2008/01/31
Piero Bernocchi - Confederazione COBAS
Roma - Firenze - Vicenza - E il popolo no war torna in piazza
In attesa della manifestazione di marzo, i pacifisti ieri hanno protestato contro le missioni di guerra
Tredici iniziative antimilitariste organizzate dal patto permanente contro la guerra. Sit-in e cortei da Roma a Firenze e Vicenza
Giacomo Russo Spena
«No basi, no spese, no missioni di guerra», urlano i manifestanti «armati» di bandiere e striscioni. Non reggono il paragone con il grande movimento no-war ricordato come la «seconda superpotenza mondiale» ma hanno battuto un colpo. «Ce n'est qu'un debut» in vista della manifestazione nazionale contro il rifinanziamento delle spese militari e per il ritiro di «tutte» le truppe che si terrà salvo sorprese il primo marzo: «Quella sì, sarà grande».
Il Patto permanente contro la guerra, un'alleanza di reti e organizzazioni, si è mobilitato ieri «contro i luoghi di guerra sui territori, a partire da quelli dove le lotte sociali hanno già individuato obiettivi da smilitarizzare». In connessione con il Forum Sociale Mondiale 2008 che per quest'anno non ha indetto il «canonico» incontro centrale tra «le resistenze planetarie» ma il Global day of Action: azioni locali contro la guerra, il liberismo, il razzismo e il patriarcato. «Oggi è una tappa importantissima per lo sviluppo delle realtà antiliberiste - afferma Piero Bernocchi, leader dei Cobas - Si è costituito un movimento diffuso di mobilitazione che non ha strutture e zone del mondo prevalenti». E poi continua il sindacalista «è stata data centralità al tema della guerra».
Numerosi i luoghi in cui si sono organizzati presidi, banchetti, azioni, happening contro i dispositivi militari: dalle basi militari di Sigonella e Vicenza passando per i siti di assemblaggio dei nuovi armamenti, le caserme e i simboli (ambasciate, consolati e ministeri) coinvolti nella «guerra permanente». Sono quei pacifisti che lo scorso 9 giugno hanno dato il «benvenuto» a Bush e che ora denunciano ai quattro venti la «politica militaristica» del governo Prodi.
«La guerra è ovunque, impone le sue regole alla società attraverso derive securitarie e razzismi», afferma Bartolo Mancuso del movimento romano Action che così spiega l'azione fatta la mattina a Roma contro una caserma in dismissione: «Abbiamo bloccato il traffico stradale lì davanti per protesta perché la costruzione di una politica di pace viene anche da nuova urbanistica».
Nel pomeriggio nella capitale si sono susseguiti altri due presidi: uno al ministero della Difesa e l'altro all'ambasciata Usa. Anche a Firenze ci sono state più azioni, con i centri sociali protagonisti la mattina con un corteo che di fronte al consolato statunitense ha registrato un lancio di frattaglie di carne. Si sfilava anche per dire no alla repressione: lunedì arriva la sentenza per devastazione e saccheggio a 13 persone per gli «scontri» del 1999 sotto l'ambasciata Usa. Era il tempo dei bombardamenti in Jugoslavia. Nel pomeriggio hanno bissato Arci toscana, Pax Christi, Mani Tese e Prc (presente anche la mattina) prima con un happening a piazza della Signoria e poi calando una bandiera della pace di 20 metri da Ponte Vecchio.
In questa giornata contro i luoghi di guerra non potevano rimanere fermi i No-Dal Molin. «Costa, ora dimettiti»: in un clima da «cacerolazo» argentino, è questo il messaggio che il Presidio Permanente contro la nuova base Usa a Vicenza ha lanciato all'indirizzo del Commissario governativo Paolo Costa. «Ormai non rappresenta più nessuno - spiegano dal Presidio - abbiamo resistito più di Prodi, resisteremo più di lui».
Oltre 350 persone hanno suonato le proprie pentole davanti all'ingresso dell'area residenziale che ospita i soldati Usa e le loro famiglie, chiamata, con involontaria ironia, «Villaggio della Pace». «Vogliamo far sentire - ha spiegato Cinzia Bottene - che il clima è cambiato: l'ospitalità che ha contraddistinto questi 40 anni di presenza americana a Vicenza si è prosciugata».
2008/01/27
Il Manifesto
Roma - Italians awaken for palestine pain
ROME, Jan 25 (IPS) - Several Italian civil society groups will mark the World Social Forum's global day of action Saturday by pledging support for Palestinians.
"This decentralised World Social Forum (WSF) offers to Palestinian democratic movements the chance of asking Europe to intervene and stop what Nelson Mandela has defined 'the new apartheid of our century'," said Mustafa Barghouthi, a pro-democracy activist who was candidate for presidency of the Palestinian National Authority in 2005. He spoke from Ramallah during a WSF press conference in Rome Tuesday.
+ on http://www.ipsterraviva.net/tv/wsf2008/currentNew.aspx?new=1028
2008/01/25
Sabina Zaccaro / IPS / http://www.ipsterraviva.net/tv/wsf2008/currentNew.aspx?new=1028
Milano - Per i diritti dei bambini e delle bambine girotondo intorno al Comune di Milano
il 26 gennaio 2008 le associazione e i movimenti anti-liberisti che aderiscono al Forum Sociale Mondiale organizzano una catena umana intorno aPalazzo Marino contro l'ordinanza del Comune che nega l'iscrizione dei figli di stranieri senza permesso di soggiorno alle scuole materne e in difesa della Convenzione Onu sui diritti dei bambini
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2008-01-29
Marco Donati
Vicenza - Presidiato il "Villaggio della Pace"
In occasione del Global Day of Action, il popolo No Dal Molin si è dato appuntamento davanti al "Villaggio della Pace", il villaggio residenziale Usa dove vivono i soldati statunitensi e le famiglie per dimostrare l’inospitabilità dei cittadini vicentini rispetto a chi porta la guerra in giro per il mondo.
Il popolo delle pignatte, come sempre numeroso, armato di pentole e bandiere No Dal Molin è riuscito ad arrivare davanti l’ingresso principale dello stabilimento nonostante il divieto imposto dal nuovo Questore della città.
+ text, photos and audio: http://www.globalproject.info/art-14747.html
Global Project Vicenza / http://www.globalproject.info/art-14747.html
Bologna - Presidiati gli uffici del Consorzio Cooperative Costruzioni
A Bologna il Patto permanente contro la guerra ha accolto la proposta del Forum Mondiale per il il Global Day of Action, organizzando questo pomeriggio un presidio davanti agli uffici del Consorzio Cooperative Costruzioni, cooperativa che partecipa alla gara d’appalto per la costruzione della base USA Dal Molin di Vicenza. Un corposo numero di manifestanti attivi nelle reti bolognesi No War s’è dato appuntamento alle 14.30 in via Emilio Lepido sede della cooperativa, per svelare che la questione della guerra non passa solo dal territorio vicentino ma è fortemente presente in tutto il territorio nazionale.
Uno degli striscioni affissi, "Per un pugno di dollari non avrete mai pace", sottolinea proprio questo forte nesso oramai evidente tra speculazione economica e guerra.
+ text and audio: http://www.globalproject.info/art-14749.html
Global Project Bologna / http://www.globalproject.info/art-14749.html
Trieste - Striscion Day

Crediamo che la presa di parola del sindaco di Trieste, con lo striscione sul papa, da un lato si possa configurare come un abuso degli spazi pubblici, dall’altro sia, tutto sommato, una gran bella idea.
Pertanto oggi abbiamo deciso di imitarlo, e lanciamo lo “striscion day”: usiamo anche noi gli spazi pubblici della città per esprimerci, su vari temi “caldi”.
Sicuramente la prima cosa che ci preme dire sui muri della nostra città, è che Trieste è contro la guerra e sta con Gaza sotto assedio, ricordandoci anche che sabato 26 è la giornata di azione globale contro la guerra, e crediamo che la nostra città possa (a partire certamente dalla sua storia) e debba esprimere una posizione “senza se e senza ma” sulla guerra, semplicemente di rifiuto radicale.
+ text, audio and photos: http://www.globalproject.info/art-14727.html
Global Project Trieste / http://www.globalproject.info/art-14727.html
Trento - Un falò contro la Lega. Una piazza antirazzista.
500 persone a Gardolo per dire "Lega la Lega, rompi il silenzio"

Trento - Il presidio che i giovani di Gardolo hanno convocato per oggi è riuscito a riempire del tutto la piazza, oltre le aspettative degli stessi organizzatori.
"Abbiamo fatto un’assemblea in trenta per organizzare questa iniziativa e credevamo di essere in tanti - dice entusiasta Federico Serra della Rete dei giovani di Gardolo - oggi siamo tantissimi e quasi stupiti di essere riusciti a fare tutto questo.
L’iniziativa di oggi - continua Federico - è la dimostrazione che oltre al razzismo della Lega esiste una città che difende la libertà, che si mobilita per lottare, che si organizza per dire No all’odio."
+ text, photo and video: http://www.globalproject.info/art-14750.html
Global Project Trento / http://www.globalproject.info/art-14750.html



